Qualche giorno dopo la fine di Wimbledon, eccoci qui.
Sì, questa puntata arriva con un po’ di ritardo: in parte per questioni logistiche (volevamo registrarla finalmente insieme e non a distanza), ma anche perché ci piaceva l’idea di lasciare sedimentare tutto quello che è successo prima di tirare le somme.
Si parte inevitabilmente da Jannik Sinner e da un trionfo destinato a restare nella storia del tennis italiano. Poi, come da tradizione, spazio alle nostre classifiche.
Chi entra nella Top 5? Chi finisce nella Flop 5? E quali sono quei momenti che ci porteremo dietro di questo Wimbledon?
Tra sorprese, delusioni, storie incredibili e anche qualche sorriso (sì, parliamo anche del ballo di Jannik…), ripercorriamo uno Slam che ha lasciato tantissimi spunti.
Top, Flop e… il resto lo scoprite ascoltando.
BUON ASCOLTO!

ABBIAMO DETTO…

Nell’episodio 11 abbiamo stilato le nostre classifiche su Wimbledon 2026.
Tra i protagonisti del nostro episodio non poteva mancare neanche Lorenzo Sonego. Per noi Sonny è uno di quei giocatori a cui è impossibile non affezionarsi: per il modo in cui vive il tennis, per l’energia che mette in campo e per la capacità di esaltarsi quando la partita si complica. Per questo ogni suo successo ci rende particolarmente felici e, allo stesso tempo, nei momenti più difficili non lo lasciamo mai solo, continuando ad aspettare la sua risalita, perché ha già dimostrato più volte di sapersi rialzare.
A Wimbledon è arrivato un segnale importante. Le due maratone vinte contro Tomás Martín Etcheverry e Gabriel Diallo hanno riportato in campo il miglior Sonny, capace di esaltarsi nelle difficoltà e di trascinare il pubblico. Poi è arrivata la sconfitta contro Taylor Fritz, ampiamente da mettere in preventivo, ma al termine di una partita giocata per lunghi tratti alla pari con uno dei top del circuito. Chissà che questo non possa rappresentare il punto di svolta della sua stagione.

Tra le top non poteva mancare neanche Tyra Grant. La prima qualificazione al tabellone principale di uno Slam è un traguardo importante, reso ancora più speciale da quattro vittorie consecutive: tre nelle qualificazioni e quella, pesantissima, all’esordio nel main draw contro Katie Boulter. Una prestazione da veterana, per la sicurezza e la personalità con cui ha saputo gestire una partita tutt’altro che semplice.
Non è la prima volta che parliamo di Tyra e non è la prima citazione che le dedichiamo. Stiamo seguendo il suo percorso con grande interesse, felici di vedere arrivare, un passo alla volta, risultati sempre più importanti. Senza fretta e senza metterle pressione, perché la carriera di una tennista non è uno sprint di 100 metri, ma una maratona: serve pazienza nei momenti difficili e la capacità di valorizzare quelli positivi. Il talento c’è, il tempo è dalla sua parte e noi continueremo a seguirla con entusiasmo.

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